Behind the Pebbles: Michela Bufalini si racconta

Tra le numerose artiste che vi ho presentato su La Tana del Criceto, Michela Bufalini (in arte Pebble Art) è sicuramente una di quelle tra le più amate ed apprezzate; un successo., lasciatemelo dire, assolutamente meritato, dovuto non solo al suo innegabile talento ma anche agli splendidi tratti della sua personalità quali pacatezza, modestia ed un’ineguagliabile solarità.

Visti i tanti messaggi ricevuti in questi mesi sulla pagina FB, ho giustamente  pensato: perchè non realizzare  un articolo per poterla conoscere un pò meglio? E così, contattata la gentilissima Michela le ho proposto questa intervista. Ecco cosa mi ha raccontato!

Ciao carissima, grazie prima di tutto per la disponibilità. Direi di partire subito con la prima domanda. Quando è nata la tua passione per l’arte?

Questa mia passione per i sassi è nata molto tempo fa, ero piccola ma ancora ricordo che uno dei miei passatempi preferiti quando ero in spiaggia, era raccogliere sassi e legni per creare dei disegni in riva al mare.  Li ho sempre trovati affascinanti e bellissimi.

Come ti è venuta l’idea di utilizzare i sassi per creare le tue opere?

Qualche anno fa, per l’esattezza nella primavera del 2008, realizzai per alcuni amici di mio figlio, dei sassi dipinti da regalare dopo la festa del suo compleanno.

Piacquero molto ai bambini che li ricevettero, e fu una cosa che feci con divertimento e passione, iniziai così a dipingere sui sassi qualsiasi cosa, animali, fiori, casette, alberi, e facce buffe, poi l’incontro con un sasso particolare dette il via ai primi assemblaggi semplici… da quel momento non mi sono più fermata.

Quanto tempo impieghi in genere per realizzare un’opera?

Generalmente le mie opere hanno bisogno di molto tempo e infinita pazienza per essere realizzate. Dipende naturalmente dalla dimensione dell’opera, dal soggetto, dai dettagli che decido di mettere nella composizione, non è semplice dare una risposta a questa domanda, diciamo che mi occorre da un minimo di una settimana ad un massimo di tre.

Mi descriveresti il tuo processo creativo?

Le mie composizioni possono nascere in vari modi. Capita che decida di realizzare una composizione perché ispirata da un pensiero o da un avvenimento, in quel caso mi appare un immagine globale nella mente che trasferisco su un foglio facendo una bozza dell’idea, di conseguenza cerco i sassi necessari alla sua realizzazione.

Altre volte l’idea parte da un sasso specifico con una forma che mi trasmette un immagine, altre volte ancora, nel caso di commissioni, devo tener conto delle richieste del cliente e di conseguenza progetto qualcosa che sorprenda chi mi ha chiesto il quadro e si aspetta da me meraviglie…

Il processo creativo più naturale e spontaneo è quando mi metto davanti ad un pannello di legno, senza nessun bozzetto,  circondata  dai colori e da tutti i miei sassi e provando ad assemblarli improvvisamente nasce l’idea.

In genere dove trovi la tua ispirazione?

Vivendo in un luogo incantevole circondata da bellissimi paesaggi, trovo la mia ispirazione attraverso la natura e gli elementi che la compongono e che mi circondano.

Gli alberi, le forme di alcuni tronchi, le piante, gli anelli di accrescimento su un ceppo di pino, la sequenza di alcune rocce, i tipici paesaggi arroccati toscani, i disegni che realizzano le nuvole nel cielo, i tramonti scaturiscono in me qualcosa di speciale, come se mi caricassero di energia e idee…e il mare.

C’è un’opera di cui vai particolarmente orgogliosa? Che consideri la tua preferita?

Ho realizzato tanti soggetti nel tempo e sono molte le creazioni per le quali sento un affetto particolare. Generalmente mi affeziono ai soggetti che nascono con più difficoltà.

Capita talvolta che mi vengano commissionati soggetti difficili che richiedono tempo e che prima di “uscire” mi fanno demoralizzare non poco, però quando riesco, la soddisfazione e l’amore per quel quadro è sicuramente superiore.

Uno di questi quadri è “Il Panda”, ricordo l’avvilimento iniziale, durato alcuni giorni, poi, provando e riprovando, tutto ad un tratto uscì perfettamente la forma di questo orso, …tanta la soddisfazione e la sorpresa per quanto fosse venuto bello.

Altro soggetto che amo sono le mie teste di pietra, gli “Spigolosi”, assemblaggi che nascono da sassi sfaccettati, sassi di cantiere, spesso sassi “brutti” . In realtà è proprio questo tipo di sasso che stimola la mia fantasia, più irregolari sono, più mi parlano.

Alcuni sassi ricoprono la parte principale nel mio spettacolo, atri fanno da comparsa, ma infine sono tutti necessari.

Come mi avevi raccontato nel precedente articolo nella vita ti occupi.di Grafica Pubblicitaria. Quali sono le principali differenze tra il creare per lavoro ed il creare per passione?

Ho lavorato per molti anni nella grafica pubblicitaria, ed è una cosa che tutt’oggi porto nel cuore e che non ho mai del tutto abbandonato. La grafica, attraverso la comunicazione visiva, ti costringe talvolta ad operare anche diversamente dal proprio pensiero e dai propri gusti. Non è libera alle interpretazioni e ha uno scopo ben preciso.

L’arte lascia libero sfogo all’espressione e all’istinto dell’artista e sebbene l’ispirazione sia alla base di ogni attività creativa, la grafica è disciplina, fatta di regole, l’arte non ha regole  è personale, l’artista si esprime con l’intento di suscitare sentimenti nelle persone che vengono a contatto con la sua opera, direi che c’è molta differenza

Trovi sia più difficile dipingere/disegnare con i metodi classici oppure realizzare opere con le pietre? Considerando le particolarissime opere che realizzi tendi a considerarti di più una pittrice o una scultrice?

Non riesco bene a fare una distinzione netta nel mio caso, mi sento un po’ tutte e due le cose, anche perché non sempre si tratta di quadri, spesso realizzo soggetti che ricordano più delle sculture che dei “dipinti”, diciamo che la mia arte abbraccia entrambe le tecniche.

Per quanto riguarda le difficoltà, penso, a prescindere, che ognuno riesca meglio nella cosa che ama fare di più. Nel mio particolare caso, dove la pittura si accompagna agli assemblaggi, posso dire senza dubbio, che la parte pittorica mi risulta la fase più semplice.

Tra gli artisti che ho conosciuto e tra quelli italiani in generale sei sicuramente quella con il maggior numero di followers (in particolar modo su Facebook9. Puoi rivelarmi il segreto del tuo successo?

Sinceramente quando ho apertola mia pagina su Facebook non mi aspettavo niente di particolare. Ho cominciato a pubblicare i miei primi assemblaggi con l’intenzione di mostrarli agli amici e non mi sarei mai aspettata tanto successo, invece nel giro di pochissimo tempo ho avuto davvero un riscontro sorprendente.

Allora era una tecnica del tutto nuova, le persone non avevano ancora mai visto quadri realizzati assemblando pietre dipinte.Ricevevo moltissimi complimenti e ringraziamenti per quello che le mie opere suscitavano in loro a livello emozionale, e tutto questo aumentava la mia soddisfazione.

Ogni giorno venivo a contatto con pagine molto seguite che pubblicavano i miei “sassi”,è stata la condivisione creata dalle persone a portarmi fino a questo punto, si è svolto tutto in modo molto naturale senza che io dovessi fare molto.

Essere cortese e riconoscente verso chi, senza una mia richiesta, mostrava la mia arte al mondo, ha reso possibile che instaurassi anche degli ottimi rapporti con molte persone che tutt’oggi mantengo affettuosamente. Forse l’educazione e l’umiltà talvolta premiano.

Quanto hanno contribuito i social network a farti conoscere e a renderti famosa presso il pubblico? Se lo rapporti alla partecipazione ad eventi, mostre, concorsi che percentuale pensi possano rappresentare?

Un po’ per mancanza di tempo, di possibilità economiche (perché diciamolo, purtroppo per fare cose dignitose occorrono non pochi soldi) ho partecipato a pochi eventi e mostre, e sinceramente mi piacerebbe poterlo fare di più, perché sono convinta che ti possa aprire molte più strade.

Nel mio caso i social network hanno influito moltissimo nel farmi conoscere, se usato bene, investendo un po’ di tempo ogni giorno, è un modo immediato per arrivare a tutto il mondo velocemente.

Indubbiamente però il riscontro che hai nell’incontrare fisicamente le persone è impagabile, confrontarsi e potersi esprimere con qualcuno che apprezza quello che crei è naturalmente molto diverso dal ritrovarsi a farlo attraverso uno schermo, anche se ottieni comunque molta soddisfazione, non è la stessa cosa.

Che rapporto hai con la tua community? Riesci sempre a rispondere a tutti? Lasciano solo richieste e complimenti o c’è anche chi ti dà consigli?

Ho un gratificante e affettuoso rapporto con chi mi segue, con molte persone ho instaurato amicizia e confidenza, molte persone che apprezzano il mio lavoro provano una sorta di adorazione nei miei confronti, qualche volta anche imbarazzante, sono molto carini e rispettosi nei miei riguardi e io verso di loro.

Rispondo sempre a tutti, qualsiasi cosa mi venga chiesta cerco sempre di essere cortese. Ricevo ogni giorno moltissimi complimenti, rarissimi consigli e richieste di informazioni. Tante anche le persone che vogliono cimentarsi in questa tecnica che mi chiedono consigli, cerco sempre di aiutare tutti, anche se qualche piccolo segreto…rimane un segreto.

A quali progetti vorresti dedicarti in futuro?

In questo momento sto riorganizzando per ottobre dei laboratori con i bambini, che vorrei estendere anche agli adulti e agli stranieri che mi chiedono sempre più spesso di voler imparare questa tecnica di assemblaggio.

Ho alcune commissioni in corso da realizzare e un progetto per il prossimo inverno, dove con la collaborazione di una fornace di Impruneta vorrei dare vita a nuovi soggetti, dove la terracotta si sposa con i miei sassi dipinti.

Dovrò prepararmi al prossimo Natale con cose a tema,  e devo pianificare un grande lavoro su quattro pareti di una sala per un’abitazione privata.Mi piacerebbe partecipare a qualche importante evento anche all’estero e magari organizzare una bella mostra a Parigi!

Cosa rappresenta per te l’arte e l’eesere creativi?

L’arte per me è innanzitutto emozione.Emozione nel creare e nell’ammirareE’dare vita a qualcosa attraverso i materiali che più ci piacciono, è cercare di esprimersi attraverso un talento a prescindere e raggiungere lentamente la consapevolezza di possedere un mezzo che possa rendere gioiosa l’esistenza, tua e di chi la osserva.

L’arte è sentimento, è l’intenzione di trasmettere un messaggio, è originalità, innovazione e genialità. Naturalmente  è una condivisione di sensazioni,  è compartecipazione, un gioco, con precise regole, tra autore e spettatore dovc’è  l’incantesimo del trasporto.

C’è un consiglio che ti senti di poter dare ad un giovane artista o a chi scegli questa strada come professione?

Qualsiasi percorso creativo una persona voglia intraprendere, necessita di una grande passione interiore: deve piacerti tanto quello che fai, devi sentire che non puoi farne a meno!

E’ questo il presupposto più importante, soprattutto quando nei momenti incerti si ha la tentazione di mollare, e solo se si è mossi da un grande amore per ciò che si fa non si corre questo rischio. Poi naturalmente lavorare tanto, con costanza e umiltà senza pensare mai a possibili guadagni …

Potete contattare Michela visitando il suo sito cliccando QUI o facendo un salto sulla sua pagina Facebook, Pebble Art – sassi artistici di Michela Bufalini.

 

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