Lene Kilde: Catturando le emozioni

Il bello dell’arte contemporanea è di non seguire mai tracce o percorsi predefiniti ma di essere un vero e proprio laboratorio di sperimentazione,

In una sorta di sandbox globale i creativi, limitati solo dal proprio estro, scelgono i modi ed i mezzi per trasmettere agli altri le proprie idee e visioni del mondo, per affermare la propria identità.

Rimanendo nell’ambito prettamente europeo sono stati soprattutto i paesi scandinavi ad essere il motore trainante di queste nuove tendenze, proponendo alla plarea internazionale prospettiove inedite, focalizzate soprattutto a promuovere il connubio tra arte ed innovazione.

Una dei nomi che a mio parere esemplifica al meglio questo approccio è quello di Lene Kilde, una giovane artista che a saputo stupire il pubblico elaborando una sua originale sintesi tra disegno e scultura.

Nata in Norvegia nel 1981, Lene  ha conseguito un master in design di prodotto nel 2012 e successivamente è stato premiato con una borsa di studio di tre anni dal prestigioco Norwegian Arts Council.

Partire dalle emozioni

Come ha affermato in più di un’intervista, per le sue opere la Kilde ha preso ispirazione dalle emozioni dei bambini, emozioni che ha poi cercato di trasporre in forma artistica attraverso le sculture.

Realizzate interamente in maglia metallica, le straordinatrie installazioni della giovane creativa hanno prevalentemente come soggetti i piccoli protagonisti “catturati” mentre sono assorti nelle loro attività quotidiane.

Il linguaggio del corpo, in particolar modo quello dei bambini, ha un forte valore espressivo che permette di comunicare le loro sensazioni, la loro interiorità, in modo limpido e senza filtri.

Lene non si concentra sui volti o sugli sguardi ma pone l’attenzione sulla fisicità, mettendo in risalto i gesti e le pose, in particolare delle mani e dei piedi.

Ogni scultura dell’artista ha come elemento centrale queste parti del corpo (e che vengono raffiguratie nella loro interezza), mentre il resto delle figure passano in secondo piano dissolversi in uno spazio infinito.

A differenza di quanto si possa pensare tale scelta non sottende ad un significato grave o ad un messaggio di denuncia (niente infanzia rubata o abbandono, per intenderci…) quanto alla volontà di Lene di coinvolgere lo spettatore.

Lasciandola incompleta – ha spiegato Lene – chi guarda ha la possibilità di completare l’opera nella sua mente sostituendo le parti mancanti con i propri ricordi e storie personali“.

Dove trovarle

Le opere di Lene sono attualmente esposte alla Odi Oslo dov’è possibile ammirare molti altri dei suoi bellissimi lavori.

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