Mai dire Amigurumi

Anche questo mese ho avuto il piacere di poter conoscere una straordinaria e simpaticissima artigiana, nome in codice: “Mai dire Amigurumi”. Chi si nasconde dietro le sue coloratissime creazioni? Scopriamolo insieme.

Ciao cara, ci abbiamo messo un pò ma alla fine c’è l’abbiamo fatta! Allora sei pronta per l’intervista? Direi che potremmo iniziare raccontando qualcosa di te ai nostri lettori, una piccola presentazione, se sei d’accordo…

Assolutamente si, Alessandro! Mi chiamo Denise e sono nata a Forlì. Ho studiato al liceo linguistico, poi ho deciso di passare all’informatica e mi sono laureata a Bologna in Scienze di Internet. Ora sono System Administrator in un’importante azienda del Nord Italia.

Dove vivi attualmente? Ti va di parlarci della tua città? Ci sono bei posti da visitare? Ci sono occasioni per promuovere l’arte e l’artigianato?

Ora vivo a Padova, che ancora non conosco bene ma che ha molto da offrire per chi ama l’artigianato e il fai dai te. Ho girato veramente poco ma inutile negare che il centro città è pazzesco e poi poco distante ci sono i Colli Euganei, che offrono panorami mozzafiato e ristorantini…da leccarsi i baffi!

Nel tuo caso essere una creativa è un hobby o un lavoro? Vorresti che lo diventasse?

Bella domanda. Da una parte mi piace tanto fare amigurumi e sono convinta che farlo di mestiere mi darebbe tante soddisfazioni. Ma per come sono fatta, è meglio che rimanga un hobby, un momento “scaccia pensieri”, che fai quando hai voglia e non perché devi. E poi rimane comunque un ottimo piano B, se il lavoro vero va male.

Quando e come è nata la tua passione per l’handmade?

Da piccola passavo ore a fare braccialettini colorati, a cercare di fare vestitini per le bambole, in generale a costruire qualcosa di mio. Uno dei miei sogni nel cassetto era fare un piccolo mercatino con le mie cose da vendere…ma siccome stavo in aperta campagna, la clientela scarseggiava!

mai-dire-amigurumi-il-cagnolino-gondoliere

Mia mamma mi ha insegnato a lavorare con l’uncinetto a 11 anni, ma si trovavano solo cotone bianco e riviste di centrini ed era un po’ noioso. Poi, quasi per caso, ho trovato gli amigurumi su google nel 2011 e…ciao!! Non ci ho capito più niente!!

Come indica il nome che hai scelto ti sei specializzata nell’Amigurumi, l’arte giapponese di lavorare all’uncinetto. C’è una ragione in particolare che ti ha fatto scegliere questa tecnica?

Semplice: è adorabile! Mi è sempre piaciuto lavorare all’uncinetto, ma avevo abbandonato perchè ero stufa dei centrini, sempre piatti e sempre bianchi. Il cotone colorato non si trovava nemmeno tanto facilmente.

Quando ho visto i primi amigurumi è stata un’esplosione di colore e di forme. E’ come aver visto la tv in bianco e nero tutta la vita e poi trovarsi a guardare un film a colori e in 3D. Tutta un’altra roba!

Mi descrivi il tuo processo creativo? (dall’ideazione alla realizzazione)

Beh, io non sono una designer professionista. Confesso che i progetti più semplici, tipo il ciuccio che ho fatto per la bomboniera del battesimo di mia figlia (lo schema è nel mio shop su Ravelry, trovate i riferimenti sul mio blog) l’ho improvvisato, iniziando a uncinettare e poi correggendo man mano che andavo avanti.

Per progetti più complessi, parto da un disegno a matita, poi parto con le singole parti e segno su un quaderno tutte le maglie che faccio. Qualche foto al pezzo finito e poi al computer per la creazione dello schema.

In genere preferisci creare secondo la tua ispirazione o segui anche degli schemi già realizzati?

Dipende. Se mi serve un amigurumi in particolare, preferisco non reinventare la ruota e usare schemi già fatti. Ma a volte capita di non trovare schemi per quello che si sta cercando, così uso la farina del mio sacco. Ci vuole più tempo ma da molta più soddisfazione!

Hai avuto mai richieste particolari? Qual’è stata la creazione che ti sei divertita di più a realizzare? E quella più difficile?

La richiesta più particolare è stata da parte di una bimba tenerissima che aveva un gattino cieco da un occhio. Mi chiese di fare un gattino con un occhio chiuso, proprio come il suo. L’ho trovata adorabile. Quella più divertente è stata il cagnolino gondoliere per il contest di amigurumipatterns. Quella più difficile: 50 tartarughe come bomboniere per un battesimo!

mai-dire-amigurumi-tartarughine-rainbow

Con quali altre  tecniche e materiali ti sei cimentata? Quali ti piacerebbe imparare?

Mi piace molto cucire a macchina, adoro progettini come astucci e pochette. Mi piacerebbe lavorare a maglia, non capisco come mai i ferri mi scivolano dalle mani!!!

Che rapporto hai con social network? Li utilizzi spesso’ Quanto hanno contribuito a farti conoscere?

Per uso personale non li uso molto, mentre per gli amigurumi li ritengo fondamentali! Utilissimi per conoscere e per farsi conoscere. E’ grazie ai social che sono riuscita a partecipare al mio primo mercatino, e peccato che non ho più avuto tempo ma avrei potuto facilmente partecipare ad altri mercatini in giro per l’Italia e sarebbe stata una bella esperienza. Mi è stato spesso chiesto di mettere qualche tutorial video su youtube ma….mi vergono!!!

In genere, quando vieni contattata, i tuoi clienti cercano di avere degli sconti sul prezzo? Pensi capiscano quanto lavoro, tempo e dedizione c’ è dietro ogni tua creazione?

Non ho una gran clientela, proprio per i problemi di tempo che ho negli ultimi anni. Ma ho sempre avuto la fortuna di trovare persone cortesi che hanno apprezzato il lavoro senza giudicare e senza chiedere sconti.

Eccoci al momento dei saluti. Quali consigli daresti ad un giovane creativo/a che volesse avvicinarsi al mondo dell’handmade?

Mi sento di dirgli che nasce in un momento in cui Internet rende possibile qualsiasi cosa e se usato come si deve dà una visibilità che una volta era impensabile, senza contare che offre manuali e tutorial per imparare qualsiasi cosa.

Vi assicuro che nonostante le difficoltà che ci possono essere nel settore dell’handmade, la soddisfazione che si ha quando dalle proprie  mani nasce un oggetto finito è impagabile.

Vi ricordo che potete contattare Denise tramite la sua pagina Mai dire Amigurumi su Facebook, visitando il suo blog o in alternativa inviando un messaggio all’indirizzo di posta elettronica maidireamigurumi@gmail.com.

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