La donna e l’artista: I due volti di Frida Kahlo

Considerata simbolo della rivoluzione messicana, dell’emancipazione femminile e regina dell’anticonformismo, Frida Kahlo rappresenta sicuramente una delle figure più emblematiche ed influenti del suo tempo.

Carismatica e dal carattere passionale l’intraprendente studentessa di Coyoacán si è sempre contraddistinta, sin dalla giovane età, per una spiccata tendenza verso la sperimentazione e la scoperta, energie convogliate però da Frida sempre verso progetti concreti legati al suo impegno politico ed al suo messaggio artistico.

L’incidente e la scoperta dell’arte

A dispetto di quanto si possa pensare essendo lei stessa figlia di un affermato fotografo, le aspirazioni personali di Frida erano state per anni legate all’ambito scientifico, con la precisa volontà di intraprendere la carriera universitaria e diventare un medico.

L’avvicinarsi di Frida al mondo della pittura avvenne nel 1925 quando, gravemente ferita in seguito ad un tragico incidente stradale, dovette rimanere per lungo tempo a letto impossibilitata a camminare.

A questo periodo risale la sua celebre serie di autoritratti, tele in qui l’artista oltre a ritrarre se stessa cerca di rappresentare in in immagini il suo dolore, le sue paure, il suo stato interiore.

Dopo numerose operazioni e quasi due anni passati tra degenza e terapie, Frida otterrà nuovamente la propria autonomia decidendo, come prima cosa, di chiedere un consulto a Diego Rivera (a quel tempo uno dei più famosi pittori dell’epoca) chiedendogli un valutazione artistica dei suoi quadri.

Rivera rimarrà piacevolmente colpito dallo stile e dal talento di Frida ma ancor di più dal fascino magnetico della giovane ragazza, una vera e propria infatuazione (ricambiata) che porterà i due artisti ad iniziare una passionale storia d’amore e che culminerà in un matrimonio nel 1929.

Il matrimonio e la perdita

Il rapporto di Frida e Diego Rivera fu intenso e ricco ma allo stesso tempo anche molto travagliato, costellato da numerose relazioni extraconiugali (queste in realtà da entrambe le parti).

Henry Ford Hospital o Il letto volante - Opera di Frida Kahlo del 1932

Nonostante le ripetute infedeltà il legame tra Frida e Diego rimase solido grazie anche alla comune passione per l’arte e l’impegno politico orientato verso ideali di sinistra.

Come avvenuto per l’incidente, anche in questo caso Frida cercherà di convogliare sulla tela le sofferenze causatele dal comportamento del marito, usando quindi la pittura come una valvola di sfogo.

Sarà però un altro tragico evento a far “esplodere” Frida come artista indipendente (per molto tempo era stata considerata solo come “la moglie del Maestro Rivera”) ovvero la perdita del suo primo figlio in seguito ad un’interruzione di gravidanza.

L’esperienza dell’aborto e le settimane di ricovero in ospedale segnarono profondamente l’artista messicana che da quel momento darà alle sue opere una forte impronta autobiografica regalando al mondo capolavori di rara intensità e poesia.

Il successo e il divorzio

Gli anni successivi rappresentano per Frida un periodo di crescita e consacrazione con una carriera in continua ascesa che le porterà grandissimi riconoscimenti soprattutto a livello internazionale con due eccezzionali mostre personali a New York e a Parigi.

Frida Kahlo e Diego Rivera

Parallelamente all’indipendenza ed ai grandi risultati conseguiti in ambito artistico sarà però la vita privata della pittrice a risentirne con l’incrinarsi dei rapporti con il marito Diego che culminerà con un divorzio nel 1939.

Nonostante la separazione Frida e Diego continuarono spesso a frequentarsi arrivando nel 1940 ad una riconciliazione e ad un secondo matrimonio.

L’ultima personale e la morte

Il rinsaldato legame con Diego portò alla coppia un periodo di straordinaria felicità costellata per Frida da grandissime soddisfazioni a livello lavorativo e dalla vendita ad acquirenti di prestigio di molte delle sue tele più famose.

Nonostante il ritrovato equilibrio la serenità dell’artista non era destinata a durare a lungo a causa dell’acuirsi delle sue condizioni di salute e l’intensificarsi delle crisi causate dai problemi alla colonna vertebrale.

Per cercare di migliorare le sue condizioni Frida si sottoporrà ad un’ultima e rischiosa operazione che, nonostante la sua complessità, avrà un’esito positivo
L’intervento purtroppo non sarà risolutivo lasciando comunque le sue condizioni alquanto precarie.

la-tana-del-criceto-frida-kahlo

Per quanto consigliata dai medici d’interrompere la sua attività di pittrice a causa dello sforzo eccessivo richiesto al suo fisico, Frida continuerà a dipingere.

Consapevole del poco tempo rimasto alla moglie Diego Rivera si attiverà in ogni modo per rendere possibile uno dei sogni di Frida organizzando, nel 1953, un’esposizione monografica pubblica delle sue opere in Messico.

L’amputazione di una gamba per motivi clinici e l’acuirsi del malessere fisico portarono Frida a combattere contro profondi stati depressivi e a diventare dipendente dall’uso di farmaci ed antidolorifici.

La straziante agonia di Frida terminò con la sua morte (vista forse da lei stessa come una sorta di liberazione) avvenuta tra le familiari mura di Casa Azul il 13 Luglio del 1954.

Per saperne di più

Chi fosse interessato a maggiori approfondimenti sulla vita e l’attività artistica della pittrice messicana può visitare il suo sito ufficiale cliccando QUI.

Consigliatissimo anche l’interessante Frida Kahlo & Contemporary Thoughts, un sito ricco di news, con info su mostre ed eventi dedicati a Frida da ogni paese del mondo.

 

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One thought on “La donna e l’artista: I due volti di Frida Kahlo

  1. Pingback: Un omaggio a Frida | Polvere di Strega

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