Un gesto innocente

Il cinema della regista Isabella Salvetti non è certo nuovo nell’affrontare tematiche sociali e d’attualità, anzi per molti aspetti ne costituisce il marchio di fabbrica, una sorta di filo conduttore che lega insieme tutta la sua produzione artistica.

Un perfetto esempio è stato in tempi recenti il suo Due piedi sinistri, uno splendido cortometraggio del 2015 ambientato nel quartiere Testaccio di Roma; una storia semplice, tinteggiata di poesia edf umorismo, ma capace di raccontare in pochi minuti la disabilità e l’integrazione nelle giovani generazioni.

L’opera che vi presento oggi è Un gesto innocente, un cortometraggio del 2006, la cui sceneggiatura è stata scritta a quattro mani dalla stessa Isabella Salvetti in collaborazione con Pierluigi Ciriaci.

La pellicola propone molteplici spunti di riflessione primo fra tutti  quello principio di dignità della persona; ad essa si ricollega in maniera imprescindibile un altro concetto fondamentale (e che fa da base all’intera narrazione) ovvero l’individuo ed il suo rapporto con la morte, il modo unico in cui essa viene vissuta e la sua accettazione.

Un incontro particolare

Protagonisti principali della vicenda sono un’anziana e garbata signora, (interpretata magistralmente da Silvana Bosi) ed un disperato padre di famiglia (Ciro Scalera).

La storia inizia come tante altre, tra le affollate e trafficate strade della città di Roma; la donna, in macchina con la nuora, è appena uscita da una clinica ospedaliera.

Non è difficile entrare in empatia con questi personaggi, d’altronde la stessa Silvana Bosi, così dolce e pacata, ci fa pensare immediatamente alle figure femminili della nostra vita (le nostre mamme, zie o nonne).

la-tana-del-criceto-un-gesto-innocente

Sconvolgente e dolorosa è quindi la rivelazione iniziale: la donna è allo stadio terminale di un male incurabile.

Nonostante la drammaticità della situazione la donna non è turbata e proprio perchè conscia della situazione ha scelto di essere dimessa, per vivere il travagliato periodo che l’aspetta circondata dai ricordi e dall’affetto dei cari, ultimi regali che le sarebbero negati in un freddo letto d’ospedale.

L’anziana chiede di essere accompagnata al mare, ha bisogno di riflettere o forse di vederlo almeno per un’ultima volta; la nuora la porta quindi ad Ostia, all’ingresso di uno degli storici Cancelli della località balneare.

Ed è qui, seduta su un vecchio albero sulla spiaggia, che farà un incontro forse scritto nel destino…

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Un messaggio importante

“La vita finisce solo quando si perde la voglia di dare…dare quello che ci chiedono, non quello che possiamo”

Questa, che sicuramente è una delle più belle frasi pronunciate da Silvia Bosi nel film, racchiude in se tutta la poesia e la profondità del messaggio della pellicola.

Finchè un individuo è capace di aiutare, ascoltare, aprirsi agli altri ed al mondo, il soffio e la forza della vita non lo abbandonerà, in esso troverà uno scopo ed anche il coraggio per lottare.

Riconoscimenti

Come altre opere della regista anche Un gesto innocente ha ricevuto numerosi riconoscimenti in ambito italiano ed internazionale; qui di seguito ne trovate un piccolo elenco:

  • Proiezione in rappresentanza europea all’evento “Celebrating Woman Filmmakers 2008” promosso dalla D-Seven Motion Pictures in collaborazione con il Dubai International Film Festival
  • Menzione speciale – Short Film Contest Sony Playstation alla 62°edizione del Festival di Venezia
  • Premio giuria popolare 2006 al Molise Film Festival

Per saperne di più

Potete scoprire tutti gli straordinari lavori della regista Isabella Salvetti visitando il suo sito internet cliccando QUI.

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