Angelina Jolie in Siria

Come spiegato in maniera esaustiva da Fiore di Dumb Res nel precedente articolo, il conflitto in Siria si protrae avanti ormai dal 2011 con il suo inevitabile costo in termini di vite umane.

La comunità internazionale ha assistito con noncuranza alla perdita di diritti e libertà fondamentali ed ancor di più a quella della pace che, nonostante la presenza di un regime dittatoriale, aveva sempre garantito un elevato grado di stabilità al paese e l’avvio di un processo di modernizzazione.

Dopo quasi quattro anni la Siria è uno stato sconvolto dalla guerra civile, smembrato nella sua unità nazionale con parte dei territori annessi con la forza sotto il dominio del neo proclamato Califfato.

Molte sono ancora le persone che vivono in Siria, molte sono quelle che hanno lasciato il proprio lavoro o le loro case (se ancora ne avevano una), alcune più fortunate che hanno raggiunto l’Europa, altre costrette a trovare una flebile speranza di salvezza nei paesi vicini..

Hala and her family

Sono ormai migliaia i rifugiati che vivono in campi profughi, quasi tutti allestiti in nazioni al confini con la Siria come Libano, Giordania e Turchia

Riuscire a sensibilizzare l’opinione pubblica è vitale; solo facendo comprendere a tutti la gravità della situazione, sarà possibile fare pressioni sui governi e spingerli ad intervenire.

In tal senso e verso questo scopo si è mosso in questi ultimi due anni il lavoro di Angelina Jolie, celebre attrice che da più di 14 anni è ambasciatrice di buona volontà per l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Fra il 2014 ed il 2015 l’attrice ha compiuto numerosi viaggi in Siria e nei paesi vicini, visitando vari campi d’accoglienza per i rifugiati, raccogliendo interviste e testimonianze di uomini, donne e bambini, racconti di padri, madri, vedove, orfani persone che spesso hanno perso tutto a causa di una guerra che nessuno ha voluto.

In uno di questi viaggi Angelina Jolie ha incontrato la piccola Hala…

Hala e la sua famiglia

Quella di Hala è una storia emblematica,  simile purtroppo a tante altre che si possono ascoltare tra le tende dei campi profughi, un dramma che ormai da troppi anni si ripete come un copione già scritto.

Quando Hala è arrivata in Libano con i suoi fratelli e sorelle era già rimasta orfana; la loro madre è stata uccisa, sepolta sotto le macerie durante un bombardamento aereo, mentre il padre è stato dato per disperso.

Esperienza non facile quella vissuta da Hala e dai suoi fratelli e sorelle, un trauma che li ha segnati e cambiati per sempre costringendoli a crescere in fretta, negandogli la gioia dell’essere bambini ed adolescenti.

Come racconta suo fratello maggiore, Nemar, la piccola Hala si è ritrovata a soli nove anni a vivere la vita di una donna adulta, spinta dal suo grande senso di responsabilità e a farsi carico del ruolo che una volta era di sua madre per essere d’aiuto a lui ed ai più piccoli.

Un anno dopo

Ad un anno di distanza Angelina Jolie è tornata a visitare hala e la sua famiglia.

Nonostante le possibilità di poter tornare a casa siano poche (ed una loro casa ormai non l’abbiano più) la vita continua comunque ad andare avanti.

Il fratello maggiore, Nemar, si è sposato e diciassette anni è diventato padre di una bambina, primo membro di una nuova famiglia, nata come rifugiata ed ancora troppo piccola per capire la difficile situazione in cui i suoi genitori stanno vivendo.

Per Namer tanti sono i dubbi e le incertezze e si chiede spesso quale futuro spetterà ad Hala ed ai suoi fratelli, innocenti a cui è stata rubata l’infanzia e a cui è impossibile ricevere una regolare istruzione.

Nonostante le avversità ognuno cerca di fare la sua parte, aiutando, sopravvivendo, andando avanti, senza arrendersi e continuando a sperare.

Per chi volesse conoscere i progetti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e contribuire a dare una mano sostenendo anche con un contributo la popolazione potete visitare il sito italiano dell’Agenzia cliccando QUI.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s