La poesia nonsense di Edward Lear: Il gufo e la gattina

Con questo primo articolo La Tana del Criceto si arricchisce di nuovi contenuti dedicati al mondo dell’infanzia ma anche agli adulti.
La nuova sezione che li raccoglierà si chiamerà Il Bosco delle Fiabe e proporrà racconti, storie, poesie e filastrocche ed anche corti d’animazione come sempre con tantissimi cenni storici, curiosità ed approfondimenti..

Scritta da Edward Lear (1812-1888),  autore inglese conosciuto per il suo stile unico caratterizzato dal puro nonsense, la poesia Il gufo e la gattina è uno dei suoi componimenti più famosi e racconta di una tenera (quanto improbabile) storia d’amore tra un rapace notturno e una felina.

Travolti da irrefrenabile passione e dalla pragmaticità della seducente micina i due prenderanno il mare alla ricerca di un anello e finendo per convolare a nozze in una cerimonia celebrata da un tacchino.

“…Il gufo e la gattina presero il mare
in una bella barca color verde pisello
portando con sé miele e tanti soldini
avvolti in un foglio da cinque sterline.
Il gufo verso il cielo alzò lo sguardo
e con la chitarra dolcemente intonò:
“O mia bella gattina, micina amorosa
sei di tutte le più deliziosa,
proprio tu, la mia gattina!
Che amor di gattina che sei!”

E la micia rispose al suo gufo:
“Elegante è il tuo volo, dolce il tuo canto!
Basta indugiare, diventa mio sposo.
Ma dove prenderemo l’anello?”.
Presero il largo, per un anno e un giorno,
arrivando là dove cresce l’alberobongo.
E la nel bosco stava Porcello Parruccone
con un anello penzolante dal naso, dal naso,
con un anello penzolante dal naso.

“Caro Porcello, per un soldo mi venderesti il tuo anello?”
“Ma certo”, rispose il porcello.
E preso il cerchietto divennero sposi
di fronte al Tacchino che abitava sul poggio.
Mangiaron polpette e fettine di mela
usando un cucchiaio fatto a forchetta.
Poi man nel mano in riva al mare
al chiaro di luna presero a danzare, danzare, danzare!
Al chiaro di luna presero a danzare…”

Qui in calce potete ascoltare la poesia in formato audio raccontata dalla voce di Paolo Poli.

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